Il progetto sopra raffigurato era stato mostrato all’intera giunta nell’ottobre 2005.

“Interessante ma bisogna rivedere qualcosa”. Avevano dichiarato i politici. “Non ci sono

problemi”, rispondono gli interessati. BUIO COMPLETO, FINO A QUANDO NON VIENE

FUORI IL CONVEGNO IN QUESTIONE. IL COLLEGA NARDINI A SUO TEMPO NON

AVEVA RIPORTATO NEANCHE UNA RIGA A RIGUARDO DELLA PROPOSTA DEL

GRUPPO LORENZO DE MEDICI. OGGI SONO TUTTI PRO SARDINIA YACHT

SERVICE CHE HA APERTO UN UFFICIO.

CHI AVRANNO MESSO IN QUESTO UFFICIO?

SORPRESA. E non vogliamo infierire a riguardo dell’ex Arsenale. Le proposte dei

maddalenini sono finite nel cestino.

L'Unione Sarda 11/05/2008

Esperti d'accordo sulle strategie da adottare

La Maddalena. Un convegno organizzato da “Sardinia yacht service”sulle prospettive della diportistica

L'ex arsenale militare di Moneta da trasformare in un polo di cantieristica nautica, gli alberghi extra lusso per

recuperare terreno sul mercato turistico. Sono le sfide future di La Maddalena e gli argomenti affrontati nel

convegno svoltosi ieri nell'isola. Una lunga conferenza chiamata “Sea and Sardinia”, dedicata al mondo della

nautica da diporto e dei servizi connessi. In programma una ventina di interventi, coordinati da Carlo Marcetti

dell'Università di Economia del turismo. L'iniziativa era promossa dalla “Sardinia Yacht Services” e dal

comune. Dopo il saluto del comandante della Capitaneria di porto Rodolfo Giovannini, del sindaco Angelo

Comiti, che ha illustrato i programmi dei prossimi anni, dall'evento G8 alla riqualificazione della portualità

industriale e turistica sull'isola, dell'assessore all'ambiente della Provincia di Olbia-Tempio Pier Franco

Zanchetta e del presidente del Parco nazionale Giuseppe Bonanno, si sono tenuti gli interventi più qualificanti

dal punto di vista tecnico. Da diverse analisi sul futuro dell'isola, e della sua riconversione economica, è emersa

la contraddizione del voler mantenere da un lato una struttura industriale da adibire alla nautica da diporto (ex

arsenale di Moneta) e dall'altro creare una serie di strutture alberghiere di qualità per sfruttare le risorse

dell'arcipelago.

Appurato che senza un piano strategico di grande valenza, difficilmente le due soluzioni potrebbero convivere,

da parte degli operatori nautici ci si è augurato che l'ex arsenale resti il punto di riferimento industriale del

territorio e realizzi quel polo nautico di cui l'economia isolana ha assolutamente bisogno per ripartire.

È su questo aspetto contraddittorio, polo nautico e turismo tout-court, che si sono soffermati gli interventi più

significativi. Una lancia a favore della trasformazione dell'ex cantiere in polo nautico qualificato l'ha spezzata

Lorenzo Pollicardo, segretario generale dell'Ucina. «Il 46 per cento dei grandi yacht - ha ricordato - è fabbricato

in Italia. Parliamo di 3 miliardi di euro di costruzioni e circa 5 miliardi di fatturato, che nei prossimi anni

raddoppieranno. Un grande yacht nella stagione morta rende il 10 per cento del suo valore effettivo a chi lo cura.

Mi stupisce sentire che a La Maddalena ci siano centinaia di disoccupati. Perché non pensate alla nautica per

eliminare la disoccupazione?».

Il concetto è stato ripreso da Luciano Serra, presidente dell'Associazione nazionale porti turistici: «In Italia c'è

grande carenza di porti. La produzione di barche non è stata supportata dalla creazione di strutture di

supporto». E non solo per mancanza di iniziative imprenditoriali, ma anche per politiche poco stimolanti.

«Credo che quest'isola - ha aggiunto Serra - abbia la capacità di offrire impianti adeguati alla nautica di primo

livello, vista la sua posizione nel Mediterraneo occidentale». Per la “Sardinia Yacht Service” ha parlato Renato

Azara. «L'incontro - ha spiegato - è servito a presentare ufficialmente l'Arcipelago allo yachting nazionale e

internazionale. Noi apriremo presto un ufficio in città, una linea diretta con La Maddalena, già iniziata negli

anni scorsi, ma che sarà rafforzata sin dalla prossima estate con il fine di convogliare sempre più gente. Il

transito e la permanenza dei grandi yacht è in grado di generare un indotto di centinaia di milioni di euro fra

cantieristica, refitting, servizi di ormeggio, carburanti, provviste di bordo. Nella nautica da diporto c'è il futuro

economico dell'isola».

FRANCESCO NARDINI