Infondate le accuse nei confronti dei medici dei Servizi di

Prevenzione della ASL

Si è conclusa con una assoluzione piena (perché il fatto non sussiste) la vicenda giudiziaria

che ha visto indagati e poi giudicati i Dott.ri Massimo Tamponi e Rosalia Ragaglia,

medici dei servizi di Prevenzione della ASL 2 per una accusa di concussione e abuso di

ufficio.

I fatti risalgono al 2004, quando un esercente di La Maddalena ha sporto denuncia nei

confronti dei Sanitari accusando in particolare il Dr. Tamponi di aver preteso il pagamento

per la realizzazione di un manuale per l’autocontrollo delle corrette procedure igieniche

nel suo esercizio (cosiddetto Piano HACCP)

Il Piano di autocontrollo ( il modello HACCP) esula sicuramente dalle prestazioni erogate

dalla ASL e non ha niente a che vedere con l’attività del Servizio di Igiene e Sanità

Pubblica né con le mansioni svolte dai Medici; non è un atto sanitario e pertanto può

essere realizzato da chiunque (alcuni operatori lo sviluppano autonomamente, altri lo

commissionano a varie figure professionali , non medici, che si prestano alla elaborazione)

sempre dietro compenso.

Da qui è partita l’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza che ha coinvolto centinaia di

esercizi commerciali ed artigianali i cui titolari sono stati oggetto di interrogatori volti a

dare peso all’ipotesi di reato. Gli atti, depositati in Procura, non hanno, evidentemente

messo in evidenza alcun reato commesso dai sanitari così da condurre ad una sentenza

assolutoria.

Dopo 4 anni, dunque, si è posto fine alla vicenda che in più occasioni era apparsa sui

mezzi di informazione come la punta di un iceberg di una organizzazione all’interno della

ASL dedita a pratiche vessatorie e ricattatorie nei confronti degli esercenti l’attività di

alimentaristi.

La ASL ha tenuto un atteggiamento di corretto garantismo nei confronti dei sanitari che

hanno continuato ad operare ciascuno nel proprio ruolo ed in questo ha avuto ragione, alla

luce della recente sentenza.

I medici che hanno subito questo evento si sentono liberati dal peso dell’accusa infamante

che tuttavia ha comportato un danno esistenziale per le preoccupazioni e lo stress

accumulato e che forse ha determinato anche un mancato riconoscimento in termini di

carriera all’interno della stessa Azienda Sanitaria.